Oggi l’ippoturismo riscopre il cavallo come mezzo di trasporto “naturale” e antitetico all’automobile. Ma fino ad un secolo fa il cavallo era l’unico mezzo di trasporto, grazie al quale era possibile muoversi da un luogo all’altro.
Il territorio delle Valli Bolognesi, per la sua collocazione strategica, è stato uno di quelli più attraversati dai viaggiatori che dal Nord Italia o da altri paesi dell’Europa volevano recarsi a Roma. La strada tra Bologna e Firenze è ricchissima di testimonianze di attraversamenti “importanti”.
Ne ricordiamo qualcuno, a cominciare da Giacomo Casanova che nel 1761 si fermò a Monghidoro e scrisse nel suo diario: “Mi feci dare un letto che stupì l’oste, perché per farlo l’obbligai a disfarne quattro”. Nel 1811 Stendhal visita Pianoro, Loiano e Monghidoro e scrive: “Due francesi che viaggiano in una buona vettura con un domestico intelligente possono trasportare i godimenti di un salotto nel mezzo dell’Appennino, ma non gustano l’Appennino come me, che viaggio solo in una carrozza tutta aperta”.
AdAgio



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